Ricomincio da me.
Posso essere trattore, e posso essere seme.
Sì, potrebbe esserci una evoluzione nella mia presenza online, e me la prendo in carico tutta intera.
Nel mio qui e ora, posso considerare completata la fase di transizione professionale in cui mi trovo da circa due anni.
Professionalmente, mi definisco allenatrice di Voce Scritta.
Nel mio qui e ora, sento avvicinarsi una nuova fase: quella del passaggio dal fare all’essere.
Ma scendiamo nello specifico, scendiamo proprio a terra: parliamo di trattori e e di semi.
Cosa c’entrano le parole scritte con i trattori e i semi?
C’entrano con me, con il mio fare e con il mio essere.
Trattore e seme: per aiutarmi e aiutarti a comprendere, utilizzo i due estremi fra i quali oscillo e fra cui posso compiere la mia scelta, con tante sfumature intermedie.
Fino a oggi sono stata più trattore, e meno seme.
Posso essere trattore, cioè molto presente e operativa inventando e realizzando rubriche, iniziative, proposte, rischiando di saturarmi e disperdermi in un troppo che non fa per me.
Posso essere seme, selezionando un sentiero sostenibile per me e anche per chi cammina con me: poche rubriche, con spazio per sconfinare ed esplorare nuove prospettive, senza farmi prendere dall’eccessivo fare.
Scelgo di essere seme.
Scelgo di scendere in profondità: sembra strano perché è questo l’invito che faccio a te, e a cui a volte sfuggo io stessa.
Scelgo un percorso più lieve e arioso per me, per lasciare spazio a ciò che può arrivare dal mio essere, oltre che dal mio fare: se mi segui da un po’, credo tu lo conosca bene.
Non so con esattezza come procederò, ma la direzione è chiara: darò più spazio alle possibilità di riflessione e ai tempi lunghi, rendendoli accessibili da spiragli di istanti, da finestre di qui e ora.
Metto in pausa il trattore, e mi colloco in modalità seme.
Mi concentro sul passaggio dal fare all’essere.
Al sito NuoviConTesti lascio il compito di illustrarti il mio fare.