Il curriculum vitae rimane essenziale, pur non essendo più l’unico strumento per comunicare la tua dimensione professionale.
Quale ruolo ha oggi il curriculum vitae?
Il curriculum vitae attinge non solo al nostro fare, ma anche al nostro essere.
Il CV è parte della nostra voce personale e professionale.
Ci sono molte strade attraverso cui possiamo incontrare nuovi datori di lavoro, potenziali partner oppure altri interlocutori rilevanti che fanno parte della nostra rete professionale.
Sappiamo bene come il curriculum vitae non sia più, da tempo, l’unica strada che abbiamo a disposizione per presentarci dal punto di vista professionale e personale: esistono LinkedIn, i social, i siti con blog e altre piattaforme di condivisione e conversazione, che possiamo considerare come elementi del nostro CV diffuso.
In correlazione a questi spazi aperti, che ci consentono di mostrare molteplici sfaccettature del nostro essere e fare, il curriculum vitae rimane un documento di sintesi essenziale perché il nostro destinatario si formi una prima idea su di noi.
Con riferimento alla mia esperienza personale e professionale immagino un curriculum vitae letto da una persona, selezionato velocemente fra tanti altri.
Cosa permette al nostro curriculum vitae di non essere cestinato ma, al contrario, di produrre un certo impatto, un preciso risuonare?
Il CV deve esprimere con efficacia più livelli: ha la funzione sia di trasmettere le nostre competenze specifiche, sia di presentare le caratteristiche della nostra personalità in un contesto professionale.
Di certo il CV non basta: in un momento successivo è indispensabile, ad esempio, la fase del dialogo diretto, con gli approfondimenti adeguati ad ogni specifico contesto.
Quando, durante il laboratorio dedicato al curriculum vitae, lavoriamo alla stesura o alla revisione del documento, partiamo dal qui e ora per ottenere un contenuto capace di rappresentare la persona nella sua essenza attingendo dalla sua storia nello spazio-tempo, in modo simile simile a ciò che fa una buona fotografia.
Attenzione, però: un curriculum che funziona attinge alla nostra storia non per raccontarla tutta, ma per cogliere e selezionare le aspirazioni e i desideri in questa precisa fase della nostra vita professionale e personale.
Per questo motivo il curriculum vitae non può essere standard: evolve con noi, in ogni tappa del nostro percorso personale e professionale.
Suggerisco di tenere, in una cartella apposita, un curriculum vitae aggiornato che abbia una formulazione di base, in modo da essere ripreso e modificato tutte le volte che ci occorre.
Ogni risposta a ricerche di lavoro, ogni autocandidatura, ogni presentazione nel contesto di eventuali partnership richiede infatti un curriculum vitae personalizzato: non perché dobbiamo apparire diversi ad ogni invio, ma perché ogni destinatario ha bisogno di informazioni specifiche su di noi, e – ad esempio – in genere non è necessario inserire tutte le nostre esperienze.
Scrivere il nostro curriculum vitae è, ogni volta, trovare la nostra voce, esplorare la nostra identità, darci la possibilità di osservarci da altre prospettive: è un percorso profondo e concreto di autocoscienza, di scelta, di focalizzazione, che ci predispone a nuove occasioni di dialogo su terreni condivisi.
Più il nostro CV è specifico, mirato, tagliato su misura del nostro destinatario e su misura dei nostri obiettivi e della nostra visione, più questo documento può generare attenzione diventando il gancio per ottenere un primo appuntamento e, passo dopo passo, eventuali sviluppi.
Il curriculum vitae è la nostra voce di parole scritte: arriva all’interlocutore prima della nostra presenza fisica e suggerisce indicazioni importanti sulla nostra persona, tutta intera.
Credo fortemente in un curriculum vitae come essenza potente del nostro vissuto personale e professionale, approccio che ho sperimentato e continuo a sperimentare su me stessa: se vuoi approfondire questa prospettiva puoi scrivermi per chiedermi un incontro informativo.