La realtà è imperfetta: caotica, polverosa, rumorosa, nasconde gli spazi di mediazione, le sfumature.
Imperfetto è guardare ciò che non funziona, sporcarsi le mani, tenere saldi i valori quando intorno sale il rumore.
È costruire nella polvere, è creare alleanze di senso, è tenere aperto un canale concreto – spesso è un canale di comunicazione, a volte è un canale di Voce Scritta – mentre molti ponti crollano, nel lavoro come nella vita.