Attrito, struttura, aprire.
Rifletto su queste 3 parole importanti che comportano fatica sana, quella che non grida e che, a maggior ragione, ha bisogno di più voce, anche a più voci.
Scriviamo? Ti alleno a mettere a fuoco il tuo progetto e a comunicarlo con la tua Voce Scritta. Sembra un corso di scrittura: è mappa, direzione, evoluzione.
Attrito, struttura, aprire.
Rifletto su queste 3 parole importanti che comportano fatica sana, quella che non grida e che, a maggior ragione, ha bisogno di più voce, anche a più voci.
Il riconoscimento – reciproco – può avvenire per piccole luci e può consolidarsi, articolarsi, svilupparsi a ogni scambio di Voce Scritta, a prescindere dalla frequenza.
Presenza: partirei – o meglio, proseguirei – da questa parola.
Aggiungerei focus, direzione, visione.
L’inaspettato accade quando lasciamo spazio, perché spesso appare impossibile e invisibile.
L’inaspettato esiste, e può assumere forme diverse: ad esempio un nuovo punto di vista, uno sguardo più focalizzato, una più ampia prospettiva contestuale.
Alcuni di questi elementi tornano alla luce attraverso la Voce Scritta.
La Voce Scritta esplicita un processo lento, multidirezionale, stratificato.
Funziona quando, a monte della Voce Scritta stessa, le radici sono solide.
L’inaspettato accade quando lasciamo spazio, perché spesso appare impossibile e invisibile.
L’inaspettato esiste, e può assumere forme diverse: ad esempio un nuovo punto di vista, uno sguardo più focalizzato, una più ampia prospettiva contestuale.
Alcuni di questi elementi tornano alla luce attraverso la Voce Scritta.
Togliendo il troppo, la Voce Scritta conduce alla consapevolezza, al coraggio di agire e all’essenza nella complessità.
È bello quando le parole, anche quelle tecniche, funzionano.
Circoscrivono, dettagliano, mostrano – con approssimazione più o meno buona perché, essendo vive, contengono anche imperfezioni, domande, dubbi.
Rifletto spesso sulla potenza delle microdeviazioni di traiettoria, anche e soprattutto in senso positivo, in senso evolutivo.
Lievi cambiamenti di prospettiva possono cambiare molto in ciò che accade nella nostra vita, personale e professionale.
È anche questione di biologia, perché non siamo fatti né per scrivere né per leggere.
Siamo (ancora) progettati per vivere supportati dai nostri sensi (compreso tutto ciò che rientra nel sesto) e – in un profondo che arriva cronologicamente dopo – dal senso che attribuiamo al nostro vivere.
Pensa a cosa può accadere quando tutto questo bagaglio antico, potente e presente si riversa nella nostra Voce Scritta, in modo sempre più consapevole.