Mi occupo di Voce Scritta, ma non sono Voce Scritta.
Pur amando Voce Scritta immensamente.
Sono: di conseguenza, faccio.
Per rimanere in focus sul mio essere, che confluisce nel fare, definisco confini al mio stesso fare.
Dedico un tempo alla voce cantata, dedico un tempo alla famiglia, dedico un tempo alla operatività quotidiana.
Da questo continuum discontinuo
– dalla mia forma mentis, dal mio approccio al mondo, dal mio sguardo che ascolta –
nasce la decisione di espormi e costruire il mio lavoro sulla mia persona, tenendo ben distinti nel loro senso e significato
– benché complementari, interconnessi, reciproci –
essere e fare.
Ora sta a te: allena la tua Voce Scritta con questo esercizio.
Cosa trasforma in te la parola esserefare?
Parliamone nei commenti.
Puoi scrivere in forma di petit onze.
Puoi continuare ad allenarti con Voce Scritta LAB.