Ho fatto pace con il mio scrivere.
Dopo alcuni anni di non scrittura, per troppa scrittura sull’orlo del burnout – a un certo punto ho scoperto i petit onze e ho scoperto pure che mi hanno salvato, potenza di un seme gettato nel tempo, so benissimo da chi – ho ricominciato a scrivere e non so dove il percorso mi porterà.
Quindi, domanda per me e per te: perché scrivi, perché scrivo?
Scrivo per scrivere.
Non sempre ho qualcosa da dire, però scrivo lo stesso.
Scrivo come punto di partenza.
Scrivo iniziando da qualsiasi cosa, e da lì possono nascere esplorazioni meravigliose.
Scrivo per darmi una possibilità di approfondimento, chiarezza, apprendimento.
Scrivo per aprirmi una finestra di consapevolezza.
Scrivo come quando ho la testa piena e vado a camminare.
Scrivo perché i chiaroscuri possono uscire al momento giusto per loro, anche quando io non lo so, e così quando si presentano riesco a osservarli da fuori.
Scrivo come atto di fiducia in me stessa.
Scrivo come gesto umano di profonda connessione, con la mia persona e con le altre persone.
Ma soprattutto, come cammino per camminare, fotografo per fotografare, canto per cantare, così mi accade anche per lo scrivere.
Scrivo per scrivere.