1 PAROLA, 1 LIBRO: ASCOLTA, LEGGI, CONTINUA TU
Ti propongo un viaggio a tappe nella Voce Scritta. Inizio io, continua tu. Sperimenta come la tua Voce Scritta può fare la differenza.
Cerebrale è…
Leggi questo frammento:
«Sandy getta a terra i suoi pon pon: “Sei un falso e un bugiardo e vorrei non averti mai conosciuto!”. Danny ci rimane malissimo – ma Rizzo, che ha architettato il loro incontro-scontro, è al settimo cielo. Le brillano gli occhi, il suo volto si illumina».
Questo frammento viene dal libro Atlante delle emozioni umane di Tiffany Watt Smith.
Il paragrafo di riferimento si intitola Soddisfazione, in realtà parla del sorriso di soddisfazione.
In questo paragrafo l’autrice fa incontrare mondi apparentemente molto lontani fra loro, ad esempio una scena di Grease – a cui appartiene il frammento citato – il sorriso dello Stregatto, il mondo della Rivoluzione francese: non ti voglio anticipare nulla, ti lascio la curiosità.
Ciò che mi preme sottolineare è il criterio cerebrale con cui è costruito il libro.
In realtà il criterio è razionale, perché viene utilizzato un criterio alfabetico: questo libro è una sorta di enciclopedia, in cui ogni lettera dell’alfabeto contiene diversi concetti, quindi a ogni lettera dell’alfabeto corrispondono diversi concetti che iniziano con la stessa lettera.
Altri libri che amo hanno scelto di usare un solo concetto per ogni lettera, quindi ci sono percorsi diversi possibili.
La cosa bella di questo libro è che unisce un criterio razionale con un contenuto irrazionale, anche molto fluido e impalpabile come quello del vissuto interiore, delle emozioni umane.
Nel sottotitolo del libro c’è scritto infatti:
«156 emozioni che hai provato,
che non sai di aver provato,
che non proverai mai».
Questo libro è una finestra aperta su un mondo che non potremo mai conoscere del tutto, un mondo che comunque si apre: iniziamo a esplorarlo, iniziamo a sviluppare concetti.
A volte anch’io utilizzo il criterio alfabetico nei percorsi con le persone con cui lavoro: aiuta proprio a costruire, a riconoscere – anzi, meglio – a trovare insieme il Vocabolario a Voce Scritta di queste persone, quindi è una lente con cui osservare non solo la realtà esteriore, ma anche quella interiore.
In questo modo il mondo razionale e quello irrazionale si uniscono, trovano un punto di incontro costruttivo.
Un’altra osservazione nasce proprio dalla parola cerebrale, che è trasversale a tutta questa riflessione.
La parola cerebrale torna anche nelle lezioni di canto che frequento.
La mia maestra mi ha indicato, in un caso particolare, di rendere il parlato dentro una canzone in modo da dare un’impressione particolare, cerebrale appunto, quindi di un pensiero tra le righe che non viene espresso in modo diretto ma latente, utilizzando un tono chiaro ma sommesso, basso.
Questa parola – cerebrale, neanche semplice da pronunciare – è una parola che torna e che mi ha spinto ad avviare questa riflessione: per me è una chiave capace di unire il mondo razionale e irrazionale.
E per te, cosa significa cerebrale?
Fammelo sapere, continua tu.
A rileggerci presto, e buona Voce Scritta!