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Caro 2020, dovevi essere l’anno della mia svolta e la svolta è avvenuta, ma non esattamente come l’avevo pensata io.

Caro 2020, sei sceso nella clessidra per più di metà, e l’altra parte si prepara a scendere. Sei stato un bel concentrato di esperienze. Dovevi essere l’anno della mia svolta e la svolta è avvenuta, ma non esattamente come l’avevo pensata io. Hai portato con te eventi gravi che, tra le altre cose e nei migliori dei casi, ci hanno costretto tutti a cambiare molte abitudini. Perché ti scrivo? Saresti un tipo di anno da non vedere mai più, e invece vorrei esserti grata. In mezzo alla tempesta mi hai aiutata a capire quali sono le cose davvero importanti, e di come sono labili, fuggevoli, se non le afferri, se non le abbracci con tutto il tuo essere. C’è stato più tempo per tornare ad essere consapevole di ogni piccolo gesto quotidiano. Ci sono stati giorni in cui ho lottato per non mollare. Ci sono state lacrime e ci sono stati sorrisi nuovi, diversi, o forse sempre gli stessi sorrisi, ma visti da una prospettiva differente. C’è stata la scoperta di una forza nella fragilità, come non avrei voluto sperimentarla, ma la vita ti pone davanti ciò che vuole, e chiede che sia tu ad accoglierla, perché lei va avanti sempre e comunque. Ci sono state scelte, e c’è stata la coscienza più piena possibile che ogni mio gesto, se pure piccolo, ha un peso importante nell’esistenza di altre persone, con un effetto a volte imprevedibile. Caro 2020, ti manca ancora un bel pezzo di strada da percorrere. Non posso rinfacciarti che ti sei mangiato i miei progetti. Posso dirti grazie perché mi hai aiutato a vedere da un altro punto di vista le mie idee e i miei desideri di realizzarle. Sei stato l’anno degli anti-progetti, degli anti-eroi, di tutto ciò che ha continuato lentamente, meravigliosamente a crescere, con una fiducia e una perseveranza quotidiana commoventi, capaci di dire sì nonostante tutto, o meglio attraverso tutto. Mi hai mostrato quali sono i miei compagni di viaggio, quelli veri, quelli che non abbandonano, quelli che amano. Vorrei che nessuno si sentisse solo, perché nessuno è davvero solo, se gli sguardi che si incontrano sono quelli del cuore e di qualcosa che va oltre noi. Finisci pure di scendere nella clessidra del tempo, fai in modo che possa ringraziarti ancora, tra qualche mese. So che lo farai. Ciao.

Scritto per 1 Testo al Giorno

Di Federica Segalini

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