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Fili di Voce Scritta

Parole storte

Certe querce da sughero crescono storte, le ho viste anni fa attraversando la Sardegna.

Certe parole sono storte, perché sono il nostro specchio.

[conosco un posto nel mio cuore dove tira sempre il vento, cit.]

Le parole storte sono imperfette, escono di getto e spesso mancano le virgole, sono piene di vento.

Non si possono raddrizzare, perché è la vita che le ha rese così storte, e così uniche.

Le parole storte vanno amate, vanno abbracciate: siamo noi.

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Fili di Voce Scritta

Parole ovunque

Mi guardo intorno: leggo, ascolto, vedo parole dappertutto.

Parole per vendere, parole per consolare, parole per ferire, parole per dialogare, parole per riempire i vuoti, parole per vivere.

Parole di ogni tipo.

Come posso orientarmi, tra leggere e scrivere?

Scelgo il mio sentiero di parole scritte, mi avvio nell’oceano fluttuante.

Cerco la stella, mantengo la direzione.

Il cuore mi porta là dove sento umanità bella, mi guida verso parole da abitare.

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Fili di Voce Scritta

Parole nel tutto

Le parole scritte non bastano, aprono.

Io chi sono?

Tu chi sei?

Ascolta chi sei.

Quando scrivo, ti dico chi sono.

Quando scrivi, mi dici chi sei.

Quando parlo, ti dico chi sono.

Quando parli, mi dici chi sei.

Quando agisco, ti dico chi sono.

Quando agisci, mi dici chi sei.

Ti dico chi sono, dimmi chi sei.

Le parole scritte non sono tutto: sono nel tutto.

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Fili di Voce Scritta

Parole di neve

Questa mattina, guardando dalle finestre, abbiamo visto la neve scendere nel silenzio.

È scesa sull’olivo, sul fico d’India e sull’agave.

È scesa sull’albicocco e sul pesco.

È scesa sulle rose e sull’edera.

È scesa sulle scale e sui tetti.

È scesa sul verde giallo delle colline, fino a nasconderle un poco.

È scesa ovunque.

È scesa sul cuore, diviso tra contemplazione e un senso di lieve struggimento, quasi un dolore silenzioso, e lì si è sciolta.

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Fili di Voce Scritta

Parole vive

Guardo la vita, e la attraverso.

Vedo muri, e vedo spiragli.

Spesso la vita si infila proprio lì, negli interstizi, nelle fessure in cui dalle crepe salgono fili d’erba e fiori.

Per accorgersi di questi anfratti, là dove sembrano crescere solo muri, ci vogliono molta fiducia e amore.

Lo squarcio d’azzurro è là dove respiriamo, là dove diamo un significato alla pazienza e alla fatica, là dove rallentare è la via delle possibilità non finite.

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Fili di Voce Scritta

Parole sparse

Le parole del risveglio, tutte mescolate, sono urgenze, appunti, idee che salgono dal sonno.

Le parole dopo colazione sono calde e lente, un po’ lievitate, un po’ distillate, un po’ decantate, un po’ fermentate.

Le parole prima del pranzo hanno lo stomaco che brontola, ma vogliono uscire piene di energia.

Le parole del pomeriggio sono appisolate, mentre riordino casa.

Le parole della sera hanno gli occhi accesi, pronte al nuovo che non chiede il permesso.

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Fili di Voce Scritta

Parole nuove

Ogni volta, avere davanti a me uno spazio bianco in attesa di parole significa prepararmi a un tuffo.

So da dove parto, non so dove arrivo.

Accogliere l’invito al viaggio accelera il battito, attiva i muscoli, porta calore in tutto il corpo.

La tensione si stempera quando le parole iniziano a fluire da sole.

La parola scritta mi guida verso la mia direzione, senza svelarmi i sentieri.

Mi lascio prendere per mano, con gli occhi chiusi e il cuore spalancato.

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Fili di Voce Scritta

Parole mie

Dal silenzio nasco, al silenzio ritorno per ascoltarmi, ascoltare.

Ho scritto per altri nel silenzio, senza accorgermi che non ascoltavo me stessa.

Ho scritto per me nel silenzio, senza accorgermi quanto fosse profondo e vitale questo dialogo per me.

Ricomincio a scrivere per me, con più presenza e consapevolezza.

Dal me dialogante fiorisce il tu.

Dal silenzio nasco, al silenzio ritorno per ascoltarmi, ascoltare, dialogare.