La parola lievito torna spesso nei miei pensieri, non solo in questi tempi in cui è difficile reperirlo nei negozi.
Lievito è vita, crescita, fermento, calore, nutrimento.
C’è un’altra parola forte di questi miei tempi, e di tempi molto più antichi.
Madre.
Penso a me come madre, e penso alla mia madre.
Anni fa scrissi:
Quando un figlio
ti attraversa
ritrovi tua madre
davvero.
Qui accade che le due parole si sposino: lievito e madre.
Non ho mai prodotto lievito madre, mi sto informando su come fare.
Mettere insieme lievito e madre, con le mie mani e non solo con le mie parole, potrebbe avere un effetto non evidente agli occhi dei più, ma dirompente per me.
Lievito madre come inizio senza fine.
C’è qualcosa che comincia, spesso da un dono – quando il primo nucleo viene regalato da un’altra persona – e c’è qualcosa che non finisce, ogni volta è riversato in altro, per vivificarlo.
Scopro che il lievito madre cresce per anni se lo nutri ogni giorno.
Lo nutri, e lui ti nutre.
Lievito madre come inizio continuo, come la vita.
Come un segno, una eredità.
Come accogliere nelle proprie mani il dono e il rischio di un atto creativo quotidiano.