Mi è stato chiesto diverse volte, e anche di recente, perché nella mia comunicazione non inserisco le referenze pubbliche dei miei lavori, vecchi e nuovi.
La motivazione principale è che si tratta di una scelta o, per meglio dire, di un approccio necessario.
Di norma lavoro in modalità ghost, una dimensione cosiddetta fantasma altamente collaborativa, che non mi porta mai a sostituirmi al mio interlocutore ma ad accompagnarlo oppure a sostenerlo con interventi diversi a seconda della sua esigenza.
La modalità ghost implica il fatto di non inserire riferimenti pubblici.
In certi casi posso raccontare ispirandomi ad esempi reali senza fare nomi, per portarli a un livello oggettivo in modo che siano comprensibili ma non riconoscibili se non ho richiesto e ricevuto approvazione in precedenza.
L’alternativa, che sto attuando in modo continuativo, è comunicare attraverso i progetti personali o collaborativi da me avviati: sono iniziative ed esperienze dedicate alla comunità di persone interessate alla scrittura quotidiana contemporanea.
Questi progetti di tipo personale mi aiutano a condividere il mio approccio e le mie modalità di coinvolgimento.