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Prospettive

Parole e prole

Lasciamigiocarehaicapito?

Questo è il messaggio diretto al consorte dalla parte più piccola e imperativa della famiglia, invitata pochi minuti fa a sedersi a cena. Mi sono appena chiusa a chiave nell’ufficio portatile-tascabile, in questo inizio della mia serata lavorativa. Ho capito, sì, anche se il messaggio non era per me. E sappi questo, mia prole: tra due o tre ore buone, perché le tue batterie non sono mai scariche, verrò a darti la buonanotte e a giocare tra i tuoi sogni d’oro.

Il lavoro da casa è una abitudine per me, ma ho dovuto creare nuovissimi equilibri. E tu?

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Radici

Parole da un’alba

Le parole scritte hanno inizio, ma non si vede la fine. Le parole cominciano nella testa. A volte scivolano in punta di penna. Spesso si affacciano sui polpastrelli. A volte le sento rimanere appiccicate lì, anche dopo averle posate sulla tastiera. Le parole scritte camminano, e non sai dove vanno. Possono nascere da un’alba qualsiasi, forse scendono nel cuore del tuo lettore e, a volte, sono alba senza tramonto.

Dove partono le tue parole?

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Visioni

Parole da vedere

Vedere. Spesso me ne accorgo dopo aver parlato, scritto, pensato. Le mie parole sono ricche di riferimenti visivi anche se, razionalmente, cerco di utilizzare e valorizzare tuti i sensi. Per me un volto si illumina, uno sguardo abbaglia, un cuore splende, una mente brilla. Oh, ma allora è proprio vero, guarda che cosa ho scritto.

E tu, hai un senso preferito?

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Prospettive

Parole e ghostwriting

Mi è stato chiesto diverse volte, e anche di recente, perché nella mia comunicazione non inserisco le referenze pubbliche dei miei lavori, vecchi e nuovi.

La motivazione principale è che si tratta di una scelta o, per meglio dire, di un approccio necessario.

Di norma lavoro in modalità ghost, una dimensione cosiddetta fantasma altamente collaborativa, che non mi porta mai a sostituirmi al mio interlocutore ma ad accompagnarlo oppure a sostenerlo con interventi diversi a seconda della sua esigenza.

La modalità ghost implica il fatto di non inserire riferimenti pubblici.

In certi casi posso raccontare ispirandomi ad esempi reali senza fare nomi, per portarli a un livello oggettivo in modo che siano comprensibili ma non riconoscibili se non ho richiesto e ricevuto approvazione in precedenza.

L’alternativa, che sto attuando in modo continuativo, è comunicare attraverso i progetti personali o collaborativi da me avviati: sono iniziative ed esperienze dedicate alla comunità di persone interessate alla scrittura quotidiana contemporanea.

Questi progetti di tipo personale mi aiutano a condividere il mio approccio e le mie modalità di coinvolgimento.

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Radici

Parole insegnate dai figli

Nella mia vita non ho mai avuto dei grandi colpi di genio, ma una tra le mie soddisfazioni più sentite è stata questa che vi racconto. Stavo aiutando il mio figlio grande a fare i compiti. Lui è più benevolo con le materie come matematica e geometria, e un po’ controvoglia doveva creare dei testi per italiano, sulla base di una traccia. Si trovava in difficoltà e quindi mi ha chiesto aiuto, senza troppe speranze visto che non era la sua attività preferita – anche se io vedo che è portato – e soprattutto senza fare alcun caso al mio lavoro collegato alla scrittura, che per molti anni ha considerato finto. L’ho accompagnato con uno sguardo il più possibile esterno (e poco materno) nel proseguire l’esercizio, ponendogli delle domande non dirette e facendolo riflettere. Alla fine è riuscito a completare in autonomia il compito e mi ha detto, incredulo del suo risultato – tutto suo – e con gli occhi che brillavano: Mamma, non so come ho fatto a scrivere, mi hai aperto la mente. Qui una madre si scioglie, dimentica ogni cosa e quando si riprende dallo svenimento si fa un paio di domande. Una risposta è che, di sicuro, il colpo di genio non l’ho avuto io.

Scritto ieri, complice Cristina ispiratrice, per 1 Testo al Giorno.

I colpi di genio mi hanno sempre evitata, ma ringrazio Cristina per avermi dato uno spunto per riflettere, con un sorriso.

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Prospettive

Parole per organizzare

Forse è capitato anche a te: nelle ultime settimane i messaggi ricevuti tramite le diverse piattaforme si sono moltiplicati.

Per non perdere nessuna comunicazione importante, ma anche per usare nel migliore dei modi il mio tempo, nell’ottica di una essenzialità sempre più utile e funzionale mi sto facendo aiutare da #Telegram: è molto più di una app di messaggistica, è molto più di un social.

Condivido con te alcune azioni che ho attivato – alcune da mesi, alcune più di recente – stimolata dalla necessità di ottimizzare tempi ed energie.

Porto tutto questo con me, nella quotidianità nuova che si sta aprendo:

• gestione email: mi faccio aiutare dal bot @GmailBot che, con il suo formato sintetico, mi permette di fare scorrere tutto in tempi brevi;

• mi sono iscritta ai canali e ai gruppi dei siti che seguo, perché dai social spesso non reperisco tutti gli aggiornamenti che mi occorrono, in quanto gestiti da algoritmi non aderenti alla cronologia e alla sequenza completa dei contenuti. Ho silenziato quasi tutto, tranne le chat e alcuni gruppi dei quali non posso perdere nulla;

• canali, gruppi e chat private: ho organizzato tutto in cartelle tematiche e ho fissato in alto i principali tra di loro, pochi, quelli che mi occorre seguire in tempo reale.

E, visto che le cose fatte bene non si fanno mai da soli, ringrazio il mio mentore-aiutante Flavius Florin Harabor.

Conosci Telegram? Come lo usi?

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Visioni

Parole e opposti

Nel tempo, più per il ripetersi delle esperienze (o meglio, più per il mio recidivo sbattere il naso nelle situazioni – ed è un naso che si direbbe importante, almeno per ingombro, d’altronde per un buon campanile ci vuole una buona campana, dice mio padre) e non per una presunta saggezza dovuta all’età (saggezza che – ormai ne sono certa – non ho, pur avendo un’età), mi sono resa conto che tendo a ragionare per opposti. Percorrendo poi tutte le sfumature intermedie. Siccome, ad esempio, tutti i miei progetti professionali non hanno mai avuto un costo standard (non lo hanno e non lo avranno, perché il valore economico dipende da proposta a proposta e da ampiezza e da articolazione, che valuto insieme al mio interlocutore volta per volta), proprio per questo mio approccio abituale a un certo punto ho sentito il bisogno di creare qualcosa di diverso, un pungolo, un micro-servizio che non solo fa della precisione e della puntualità di intervento i suoi elementi chiave, ma è subito quantificabile anche per quanto riguarda i costi. Si tratta di una proposta agile, potente e anche un po’ ribelle, che ha caratteristiche ben specifiche ma non ama essere classificata. Si trova qui.

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Prospettive

Parole per farci leggere

«In questi mesi particolari, in cui la dimensione online sostituisce la maggior parte delle volte il contatto offline, cresce nel nostro interlocutore il bisogno di una comunicazione sempre più efficacechiaradiretta».

«Ma la riflessione vale anche, in prospettiva, come orientamento generale sempre più valido per situazioni non collegate alla quarantena che stiamo vivendo».

«La comunicazione deve portare subito il nostro lettore al suo punto di interesse».

Quando scriviamo, valorizziamo al massimo il tempo del nostro lettore?

In tre punti:

• quali problemi risolviamo?

• siamo nei panni del nostro lettore?

• parliamo del nostro lettore?

Ne ho scritto su C+B.

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Prospettive

Parole in diretta

NuoviConTesti LAB è un gruppo-laboratorio, l’ho aperto per allenare io per prima la mia scrittura e imparare ogni giorno qualcosa di nuovo.

La scrittura è ovunque, e serve ovunque.

Tutti scriviamo, ogni giorno, per motivi professionali e personali.

Proviamo a scrivere per comunicare sempre meglio?

Alleniamo la nostra scrittura giocando, nel gruppo Facebook NuoviConTesti LAB.

📌 OGGI 17.4 📌

Fino alle 19 ➡️ partecipa all’esercizio-gioco nel post fissato in alto.

Dalle 19 alle 20 ➡️ leggo e commento in diretta.

Le mie dirette sono registrate e rimangono disponibili all’interno del gruppo Facebook NuoviConTesti LAB.

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Prospettive Radici

Parole tra me e me, e un micro-servizio per te

– Cosa combini?
– Penso.
– Sarà meglio se pensi, e poi fai.
– Eh, strano momento.
– Perché?
– Ho poco tempo.
– Ok, procedi.
– Faticoso.
– E poi?
– Lavoro di più.
– Sì, con i figli per casa.
– Ammetto sia acrobatico.
– Tutto qui?
– Ancora una cosa.
– Sentiamo.
– Ho pensato di riproporre un micro-servizio utile.
– Ma ce la fai?
– È importante, si chiama 1 ora per te.
– Per me?
– Sì. Ma vale più di un’ora.
– Non cincischiare e dimmi.
– In un’ora ti aiuto a dare una nuova prospettiva alla tua comunicazione, per ripartire con molta concretezza già durante questo periodo particolare.
– Ok, non ci crede nessuno.
– Mandami un tuo testo e vedrai.
– Ma come funziona?
– Vediamo insieme la tua presentazione su LinkedIn, la tua pagina web, il tuo curriculum, oppure altri contenuti che hai bisogno di rivedere in modo agile ma approfondito. Ne uscirà un modo nuovo, che sentirai tuo, per riscriverli e per comunicare.
– E poi?
– Hai strumenti da utilizzare in autonomia anche in futuro.
– E questo in una sola ora?
– Sì. Ti serve anche per sperimentare il mio approccio.
– Funziona?
– Se hai buona volontà e costanza, sono certa di sì.
– E quanto costa?
– Non tanto e meno del solito, per aprile.
– Dove lo trovo?
Qui.