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Radici

Parole di pane

Da tanti anni non preparavo il pane in casa.

Non l’ho mai fatto neanche in questo 2020 di quarantena.

Oggi è stato il giorno: abbiamo sfornato qualche pagnotta che ci ha scaldato mani e cuore.

Il momento più bello è il primo impasto, premessa e promessa per la lievitazione.

Nel primo pomeriggio predispongo mezzo pentolino d’acqua tiepida con un pizzico di zucchero di canna.

Amo quella piccola percezione di calore attraverso il metallo sottile.

Non ho ancora il lievito madre e al suo posto sciolgo lievito di birra, che forma una schiuma densa in cui il piccolo di casa infila naso e dito.

In una ciotola verso metà farina di semola, granulosa e ruvida, e metà farina tipo zero, liscia e soffice. Un filo d’olio attraversa come un intarsio levigato la miscela di farine.

Dalla ciotola al piano di lavoro il passo è breve.

La pasta si lavora bene, è elastica, leggera e vellutata se ho indovinato la quantità d’acqua.

Penso che l’impasto è carezzevole come le guance dei miei piccoli.

Circondata da mani curiose arrotondo l’impasto e ripongo la palla nella ciotola come fosse la sua culla, per farla crescere alcune ore.

Prima di lasciarla a riposare, i miei aiutanti insistono per accarezzarla.

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Prospettive Visioni

Parole nuove

Vorrei un mondo
in cui le parole
sono leggere
e profonde,
trasparenti
e avvolgenti
come un abbraccio.

Vorrei un mondo
in cui si ascolta
prima di parlare.

Vorrei un mondo
che si rende conto
della meraviglia
e della fragilità
di un respiro.

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Radici

Parole d’acqua

[piove, chiudi gli occhi]

Acqua sopra, acqua sotto / dall’acqua vieni, all’acqua tendi.

Il tuo riflesso gocciola, ad ogni passo, in uno specchio rotto.

Vieni da una culla antica e calda, che un giorno si aprì alla luce / cerchi un nuovo abbraccio, in riva a un mare grande e calmo.

Vieni da un orizzonte morbido e tondo, di voci lontane e carezze oltre l’ombra / guardi la linea curva dove scendono e salgono, come certezze e incertezze, là in fondo le navi.

Tutto sott’acqua, o tutto sottosopra / non tutto è perso, non tutto è rotto.

Lo specchio asciuga, resta un po’ di sale sulle guance, il sole scotta.

[apri gli occhi, non piove più]

Maggio 2018

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Visioni

Parole e istanti

Parole al crepuscolo.

Sera
tu scendi
a me cara
ti attardi nella luce
calma.

Parole brevi.

Rifugio
parola scritta
tu sei, oggi
quando il giorno finisce
rapito.

Parole nuove.

Quando
gli occhi
vedono l’alba
un altro inizio sorge
ovunque.

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Visioni

Parole per il terzo figlio

Oggi è il terzo figlio che mi chiama.

Non quello mio, perché non ce l’ho, ma tutto ciò che potrebbe esserlo.

Non ho sentimenti di mancanza, incompiutezza, assenza: non si tratta di questo.

Mi chiama da mesi.

Mi chiama di più in questi giorni a casa.

Il terzo figlio prende vita fuori e dentro me, in persone, sguardi, progetti, sogni, desideri, aspirazioni.

Tutto ciò che mi attraversa mi dona qualcosa, io dono qualcosa, tutto diventa terzo figlio.

Divido, condivido, moltiplico: non sono fatta per i conti.

Se in apparenza il dono toglie, nel concreto moltiplica.

I miei figli hanno un fratello infinito che ogni giorno, a poco a poco, rende infinito il mio orizzonte.

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Radici

Parole per crescere

La parola lievito torna spesso nei miei pensieri, non solo in questi tempi in cui è difficile reperirlo nei negozi.

Lievito è vita, crescita, fermento, calore, nutrimento.

C’è un’altra parola forte di questi miei tempi, e di tempi molto più antichi.

Madre.

Penso a me come madre, e penso alla mia madre.

Anni fa scrissi:

Quando un figlio
ti attraversa
ritrovi tua madre
davvero.

Qui accade che le due parole si sposino: lievito e madre.

Non ho mai prodotto lievito madre, mi sto informando su come fare.

Mettere insieme lievito e madre, con le mie mani e non solo con le mie parole, potrebbe avere un effetto non evidente agli occhi dei più, ma dirompente per me.

Lievito madre come inizio senza fine.

C’è qualcosa che comincia, spesso da un dono – quando il primo nucleo viene regalato da un’altra persona – e c’è qualcosa che non finisce, ogni volta è riversato in altro, per vivificarlo.

Scopro che il lievito madre cresce per anni se lo nutri ogni giorno.

Lo nutri, e lui ti nutre.

Lievito madre come inizio continuo, come la vita.

Come un segno, una eredità.

Come accogliere nelle proprie mani il dono e il rischio di un atto creativo quotidiano.

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Prospettive

[link] Parole per vivere

Nella mia lettera digitale numero 16 ho riflettuto sulle soste a cui non possiamo dire no.

Trovi tre nuove cose accadute.

Nulla nasce all’istante: tutto è covato, cullato, curato nel tempo e dal tempo.

In linea con il mio desiderio di aprire attività e iniziative in contesti sempre nuovi, ho aperto realmente nuovi spazi, al momento virtuali in attesa di creare delle occasioni di incontro dal vivo.

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Prospettive Radici

Parole invisibili?

No, molto di più.

Forse lo hai notato, o forse no, ma poco importa, davvero; e non mi offenderei.

Nelle ultime settimane ho diminuito la mia presenza nei media web e nei social, in quelli visibili per la precisione.

In alcuni spazi non immediatamente visibili, invece, sto lavorando parecchio e con molta soddisfazione.

Sì, per questo scampolo di mese e per il prossimo ho in progetto di mettere mano alla mia comunicazione, quella che realizzo per me, e quindi per te, e se ricevi già la mia newsletter presto avrai mie nuove notizie.

Uhm.

Ma quale newsletter?

Ah sì, non ho ancora una newsletter, scusami, ma la sto costruendo, sarà una cosa semplice ma densa, e spero potrà piacerti.

No, aspetta. Aggiornamento del giorno 8 maggio 2019: è nata la mia newsletter! La trovi qui.

Intanto te la annuncio qui tra le righe, poi ti darò notizia ufficiale al momento della sua uscita.

Ed ecco l’annuncio tra le righe ufficiale, come promesso! Da questa pagina puoi iscriverti alla mia newsletter.

Sarà una tra le novità di quest’anno, novità che vedono sempre persona e professione camminare di pari passo.

Non sapevo quando sarebbe successo, ma è successo. Da oggi puoi seguirmi anche attraverso la mia newsletter, che trovi qui.

Sto elaborando una comunicazione più raccolta, più significativa, più volta agli spazi privati senza dimenticare gli orizzonti aperti, quelli che danno aria nuova e respiro profondo.

Il mio sito sarà più essenziale e leggero, senza cambiamenti scenografici, anzi; ma occorrerà una buona potatura, come farebbe mio padre con piante e alberi bisognosi di nuova energia.

Sono partita nel 2012 a cavallo tra parole e immagini; nel 2018 ho iniziato ad aggiungere l’elemento uditivo, della voce, della mia stessa voce, con qualche sconfinamento musicale.

Tornerò a dare il primo posto al segno scritto, alla parola, per concentrarmi soprattutto sul testo e aiutare anche te a farlo.

Posterò meno immagini, meno fotografie, proprio per una questione di focalizzazione e di ricerca di senso.

Condividerò con te, se vorrai, il perché e il percome di ciò che sto elaborando.

Io sono tanto curiosa ed entusiasta di questo percorso che inizia a vedersi.

Si tratta di un nuovo inizio, ma che si innesta su qualcosa di molto radicato e solido.

Se vuoi parlare con me mandami la tua e-mail con un messaggio privato, ci risentiamo presto.