Oggi è il terzo figlio che mi chiama.
Non quello mio, perché non ce l’ho, ma tutto ciò che potrebbe esserlo.
Non ho sentimenti di mancanza, incompiutezza, assenza: non si tratta di questo.
Mi chiama da mesi.
Mi chiama di più in questi giorni a casa.
Il terzo figlio prende vita fuori e dentro me, in persone, sguardi, progetti, sogni, desideri, aspirazioni.
Tutto ciò che mi attraversa mi dona qualcosa, io dono qualcosa, tutto diventa terzo figlio.
Divido, condivido, moltiplico: non sono fatta per i conti.
Se in apparenza il dono toglie, nel concreto moltiplica.
I miei figli hanno un fratello infinito che ogni giorno, a poco a poco, rende infinito il mio orizzonte.