Aspettando la primavera. Così qualcuno ha scritto dietro il foglietto per gli appunti posato sul tavolo della mia cucina. Guardo fuori dalla finestra finalmente aperta, e percepisco uno sfrecciare di sagome scure. Abito in una strada storica della città, rettilinea e non troppo larga. Dal mio balcone piccolissimo osservo uno spettacolo che non ho mai visto. Decine di rondini sfrecciano avanti e indietro lungo la via, sfiorano i panni stesi e le teste dei passanti. Decido di scattare qualche foto, ho uno dei primi telefoni con la fotocamera e non riesco ad ottenere immagini definite, ma provo lo stesso. Una, due, tre, quattro, le ho fermate in volo. Qualche mese dopo, ed è estate, recupero le foto e le pubblico nel mio blog, che oggi è vecchio ma lo tengo perché contiene tanti ricordi ed emozioni. Sento un fruscio, mi giro e mi vedo sorridente, con una matita fra le mani, mentre scrivo il biglietto che lascerò a me stessa. Il biglietto, spinto dall’aria che entra dalla finestra, adesso si è spostato sulla poltrona. Aspettando la primavera è la promessa che mi sono fatta quel giorno. Primavera, ti ho attesa e sei arrivata. Ora l’energia dell’estate è alle porte, è la stagione in cui sono nata e in cui ogni pesantezza diventa leggera. Aspettando la primavera è il mio desiderio di rinascere ad ogni cambiamento, ad ogni caduta, ad ogni inverno.
Scritto per 1 Testo al Giorno