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Visioni

Parole in volo

Aspettando la primavera. Così qualcuno ha scritto dietro il foglietto per gli appunti posato sul tavolo della mia cucina. Guardo fuori dalla finestra finalmente aperta, e percepisco uno sfrecciare di sagome scure. Abito in una strada storica della città, rettilinea e non troppo larga. Dal mio balcone piccolissimo osservo uno spettacolo che non ho mai visto. Decine di rondini sfrecciano avanti e indietro lungo la via, sfiorano i panni stesi e le teste dei passanti. Decido di scattare qualche foto, ho uno dei primi telefoni con la fotocamera e non riesco ad ottenere immagini definite, ma provo lo stesso. Una, due, tre, quattro, le ho fermate in volo. Qualche mese dopo, ed è estate, recupero le foto e le pubblico nel mio blog, che oggi è vecchio ma lo tengo perché contiene tanti ricordi ed emozioni. Sento un fruscio, mi giro e mi vedo sorridente, con una matita fra le mani, mentre scrivo il biglietto che lascerò a me stessa. Il biglietto, spinto dall’aria che entra dalla finestra, adesso si è spostato sulla poltrona. Aspettando la primavera è la promessa che mi sono fatta quel giorno. Primavera, ti ho attesa e sei arrivata. Ora l’energia dell’estate è alle porte, è la stagione in cui sono nata e in cui ogni pesantezza diventa leggera. Aspettando la primavera è il mio desiderio di rinascere ad ogni cambiamento, ad ogni caduta, ad ogni inverno.

Scritto per 1 Testo al Giorno

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Visioni

Parole piccole

Bellezza. Ma dove sta? E ti dicono: la bellezza sta nelle piccole cose. Dicono sempre quello. Vedi tutto grigio? Sposta l’elefante. Anche questo ti dicono. Il discorso, forse, si può approfondire. C’è un paradosso. Come fa a stare la bellezza, che è così grande, dentro le cose piccole? Facile dire: guarda qui, nell’angolino, nell’interstizio, nel buchetto là in fondo. Un po’ di polvere, nulla più. Niente di tutto ciò. Lascia stare la polvere, guarda in su. La bellezza è grande, dirompente, travolgente. Quando la incontri te ne accorgi, la vedi e la vivi e la respiri con tutto il tuo essere. Può essere racchiusa in un granello di sabbia. Ma se in quel granello non senti la potenza del mare e un pianto caldo non ti invade il cuore, allora non è bellezza.

Scritto per Shiritori

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Fili di Voce Scritta

[righepiccole] I conti tornano?

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I conti tornano?

I conti tornano.
I torni contano.
I tonti tontano. 
I torti schiacciano.
E tutti corrono.
I tempi tardano.
I tempi urgono.
I tempi chiamano.
I certi cercano.
I copy tentano.
Le rime stentano.
Le parti cadono.
I denti stridono.
In tanti piangono.
Le mani stringono.
I cerchi cedono.
I tarli scavano.
I fiumi scendono.
Le braccia portano.
Le carte cantano.
I cuori battono.
Le bocche tacciono.
Gli occhi parlano.
I bimbi guardano.
I frutti crescono.
I treni partono.
I voli si alzano.
Le navi salpano.
Gli abbracci salvano.
Gli sguardi scaldano.
Le mani accorrono.
Le vite scorrono.
Le vite restano.
I cieli abbracciano.
Le stelle danzano.
I libri narrano.
I canti tornano.

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Fili di Voce Scritta

[righepiccole] Libri e memoria

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Quando parlo di libri e memoria mi si spalancano due porte.

La prima porta si apre sul 3enne che impara a memoria le figure dei suoi libri, e pretende che io da una stanza all’altra segua le immagini o, addirittura, che gliele anticipi.

Quindi, senza che io possa vedere nulla, mi indica col dito le figure una per volta e io devo ricordarmi e nominargli la sequenza esatta dei soggetti illustrati.

E guai a sgarrare, perché verrei redarguita con grande scorno per ogni minimo errore.

La seconda porta si apre sul tanto desiderato trasloco dei miei libri, che in parte sono ancora nella cantina dei miei, e forse entro l’anno riuscirò a portarli nella mia nuova libreria semivuota per ora allegramente destinata ad armadio dei giochi.

Mi capita spesso, quando cito libri che non sono già con me, di cercare pezzetti di testo a memoria e poi di aiutarmi con note di tempo fa, scritte a mano o sepolte in vecchi blog.

Ebbene sì, dopo tanti anni di risparmio energetico, soprattutto sulla memoria a breve termine, sto ricominciando con fatica a imparare a memoria.

Di necessità virtù, ma sembra anche che mi faccia bene.