Ho individuato due percezioni di Fine, personali e non esaustive, che mi danno particolare emozione e coinvolgimento.
A volte percepisco la fine di una storia narrata quando gli eventi si accavallano e si intrecciano in modo imprevisto, è come se di colpo tutto si collegasse e così le parti della vicenda acquistano un significato ulteriore, non diverso, ma un senso d’insieme che mostra la vicenda da una prospettiva spesso più ampia. È come un salto vero e proprio di comprensione.
A volte la fine è preannunciata da un momento di apparente stasi in cui si prepara una sorta di nuovo equilibrio. In questo caso si crea una situazione non esattamente di circolarità, ma di spiralità [parola assemblata al momento], proprio come una spirale che si allarga rispetto all’inizio, dove non si torna alla situazione di partenza ma si passa a un nuovo inizio “aumentato” rispetto all’inizio vero e proprio.
[riflessione che ho condiviso qualche tempo fa nel gruppo Telegram 1 Testo al Giorno 🍏. Che ne pensi? Quale è la tua idea di fine? Che cosa ti fa comprendere che una storia, una narrazione volgono alla fine?