Quanto
rimane oggi
della parte bambina
di te? Abbine cura:
volerai.
[dai miei petit onze]
– Ciao Federica.
– Cia… Oddio, chi sei? Che ci fai qui? Da dove spunti?
– Come chi sono. Lo sai benissimo. Tutti questi hashtag #lapartebambinadime, e adesso fai finta di nulla?
– Ah sì, ma è un po’ che non lo uso. Ma che spavento mi hai fatto prendere? La prossima volta avvisami.
– E come faccio ad avvisarti? Sono una bambina, e quindi sono spiazzante e imprevedibile. Pappappero.
– Ho capito. Ma visto che ci sei, vai a dare un occhio ai miei figli, vedi se riesci a giocare con loro e a tranquillizzarli un po’.
– Secondo te sono venuta per stare con i tuoi figli? Io sono venuta per dirti una cosa.
– E cosa vorresti dirmi?
– Tutte le volte che ti guardi allo specchio, mattina e sera e pomeriggio, ricordati sempre di me. Non smettere mai di ridere. Ricordi quante foto a bocca spalancata ti ha fatto la mamma mentre ridevi? Mi viene da ridere al solo pensiero. Ahahah!
– Hai ragione, mi sto perdendo dei pezzi. Cercherò di ridere di più, le cose vanno avanti lo stesso, anzi con il sorriso è meglio.
– Va bene, allora io vado.
– Va bene, ci vediamo poi nello specchio.
Federica piccola scompare e si sente una voce fuori campo:
– Mammaaaaaaaaa!
E se provassimo a ritrovare in modo sempre più consapevole l’energia convinta, sia pure istintiva, che avevamo da bambini, una energia aperta alla sperimentazione, al fallimento, al continuo rialzarci dalle cadute?
[da questo post]
Se hai già sperimentato con me, scrivimi per aumentare la profondità.
Se sei qui per la prima volta, scrivimi e iniziamo a parlare della tua Voce Scritta.