Temo più le risposte rispetto alle domande. Temo le risposte che sanno di immobilità, che non si aprono alla curiosità, al cambiamento, all’evoluzione: mi sembrano inumane. Le domande mi aiutano a crescere quando non sono un blocco per le azioni, quando continuo a fare un passo dopo l’altro.
- Dove sei?
- Che cosa ti fa uomo?
- Dove vai?
Ho poche risposte e molte domande, ne ho scritte alcune per il progetto SHIRITORI, qui.