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Visioni Radici

Parole brevi

Parole per giocare.

Feste
rimaste bambine
rovesciano il tempo
travolgendo parvenze di abitudine
fragorosamente.

Parole per ripartire.

Domani:
sei oscuro
e sei speranza
oggi, tra molti passi
incerti.

Parole madre.

Storie
passi scritti
intimi segni generativi
dove nascere, rinascere: io,
tu.

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Radici

Parole attraverso

CUORTECCIA.

Soglia, tra fuori e dentro. Spiraglio, fra terra e cielo. Soffio, che dal tuo centro attraversa ogni corazza, e in mezzo al buio la trapunge.

Il progetto Invenzionario continua su Telegram.

Nei commenti qui sotto ti invito a descrivere il tuo albero preferito.

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Prospettive Radici

Parole tra me e me, e un micro-servizio per te

– Cosa combini?
– Penso.
– Sarà meglio se pensi, e poi fai.
– Eh, strano momento.
– Perché?
– Ho poco tempo.
– Ok, procedi.
– Faticoso.
– E poi?
– Lavoro di più.
– Sì, con i figli per casa.
– Ammetto sia acrobatico.
– Tutto qui?
– Ancora una cosa.
– Sentiamo.
– Ho pensato di riproporre un micro-servizio utile.
– Ma ce la fai?
– È importante, si chiama 1 ora per te.
– Per me?
– Sì. Ma vale più di un’ora.
– Non cincischiare e dimmi.
– In un’ora ti aiuto a dare una nuova prospettiva alla tua comunicazione, per ripartire con molta concretezza già durante questo periodo particolare.
– Ok, non ci crede nessuno.
– Mandami un tuo testo e vedrai.
– Ma come funziona?
– Vediamo insieme la tua presentazione su LinkedIn, la tua pagina web, il tuo curriculum, oppure altri contenuti che hai bisogno di rivedere in modo agile ma approfondito. Ne uscirà un modo nuovo, che sentirai tuo, per riscriverli e per comunicare.
– E poi?
– Hai strumenti da utilizzare in autonomia anche in futuro.
– E questo in una sola ora?
– Sì. Ti serve anche per sperimentare il mio approccio.
– Funziona?
– Se hai buona volontà e costanza, sono certa di sì.
– E quanto costa?
– Non tanto e meno del solito, per aprile.
– Dove lo trovo?
Qui.

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Radici

Parole di pane

Da tanti anni non preparavo il pane in casa.

Non l’ho mai fatto neanche in questo 2020 di quarantena.

Oggi è stato il giorno: abbiamo sfornato qualche pagnotta che ci ha scaldato mani e cuore.

Il momento più bello è il primo impasto, premessa e promessa per la lievitazione.

Nel primo pomeriggio predispongo mezzo pentolino d’acqua tiepida con un pizzico di zucchero di canna.

Amo quella piccola percezione di calore attraverso il metallo sottile.

Non ho ancora il lievito madre e al suo posto sciolgo lievito di birra, che forma una schiuma densa in cui il piccolo di casa infila naso e dito.

In una ciotola verso metà farina di semola, granulosa e ruvida, e metà farina tipo zero, liscia e soffice. Un filo d’olio attraversa come un intarsio levigato la miscela di farine.

Dalla ciotola al piano di lavoro il passo è breve.

La pasta si lavora bene, è elastica, leggera e vellutata se ho indovinato la quantità d’acqua.

Penso che l’impasto è carezzevole come le guance dei miei piccoli.

Circondata da mani curiose arrotondo l’impasto e ripongo la palla nella ciotola come fosse la sua culla, per farla crescere alcune ore.

Prima di lasciarla a riposare, i miei aiutanti insistono per accarezzarla.

Scritto per 1 Testo al Giorno

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Radici

Parole d’acqua

[piove, chiudi gli occhi]

Acqua sopra, acqua sotto / dall’acqua vieni, all’acqua tendi.

Il tuo riflesso gocciola, ad ogni passo, in uno specchio rotto.

Vieni da una culla antica e calda, che un giorno si aprì alla luce / cerchi un nuovo abbraccio, in riva a un mare grande e calmo.

Vieni da un orizzonte morbido e tondo, di voci lontane e carezze oltre l’ombra / guardi la linea curva dove scendono e salgono, come certezze e incertezze, là in fondo le navi.

Tutto sott’acqua, o tutto sottosopra / non tutto è perso, non tutto è rotto.

Lo specchio asciuga, resta un po’ di sale sulle guance, il sole scotta.

[apri gli occhi, non piove più]

Maggio 2018

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Radici

Parole per crescere

La parola lievito torna spesso nei miei pensieri, non solo in questi tempi in cui è difficile reperirlo nei negozi.

Lievito è vita, crescita, fermento, calore, nutrimento.

C’è un’altra parola forte di questi miei tempi, e di tempi molto più antichi.

Madre.

Penso a me come madre, e penso alla mia madre.

Anni fa scrissi:

Quando un figlio
ti attraversa
ritrovi tua madre
davvero.

Qui accade che le due parole si sposino: lievito e madre.

Non ho mai prodotto lievito madre, mi sto informando su come fare.

Mettere insieme lievito e madre, con le mie mani e non solo con le mie parole, potrebbe avere un effetto non evidente agli occhi dei più, ma dirompente per me.

Lievito madre come inizio senza fine.

C’è qualcosa che comincia, spesso da un dono – quando il primo nucleo viene regalato da un’altra persona – e c’è qualcosa che non finisce, ogni volta è riversato in altro, per vivificarlo.

Scopro che il lievito madre cresce per anni se lo nutri ogni giorno.

Lo nutri, e lui ti nutre.

Lievito madre come inizio continuo, come la vita.

Come un segno, una eredità.

Come accogliere nelle proprie mani il dono e il rischio di un atto creativo quotidiano.

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Radici

Parole e polvere

Come credo tanti altri nella mia situazione, in queste settimane il tempo non si è ampliato. Mi si è polverizzato.

In mezzo alla polvere raccolgo pietosamente qualche scritto ritagliato tra vita e professione, che lascio a te ricomporre nell’ordine (o nel disordine) che preferisci.

Da due settimane il 4enne ha iniziato a mangiare la pizza che faccio a casa una volta alla settimana. Prima, questa era la sua dichiarazione ufficiale: No mamma, non mangio la tua pizza, mangio solo la pizza di… (uno dei meravigliosi negozi di alimentari del mio paese).

10enni che riprendono a scrivere sul proprio blog (mi sono chiesta cosa è successo in tutto questo tempo volato via, quando ho verificato che l’abbiamo aperto più di un anno fa e non volevo crederci). Con lui facciamo smart working: nel suo pc di cortesia accede ai compiti arrivati dal registro elettronico o che gli invio da una stanza all’altra via email, guarda video e fa ricerca. Da rimarcare sopra ogni cosa e detto ridendo, ma che sferzata: Mamma, in questi giorni mi hai dato più link che abbracci.

4enni (vedi quello di cui sopra) che assediano il mio pc, usano Paint, scrivono su Word e creano disegni alfabetici su Excel. Senza mandarmi in pappa la mia creatura elettronica. Imparano a nominare i file e a salvarli. Copywriter dei miei stivali, spostati.

Spezzo una lancia a favore della chat delle mamme della scuola, e credo ce ne siano tante così, anche se non se ne sente parlare perché diamo più peso a ciò che non funziona rispetto a ciò che funziona. Un solo esempio. Il mio gruppo mamme della scuola primaria è differente: rispetto, educazione, no lamentele, no spam.

In questi giorni il gruppo Facebook NuoviConTesti LAB compie 2 anni. Gruppo piccolo, a oggi poco più di 380 iscritti, ma gli devo moltissimo: tutto quello che mi sono inventata da marzo 2018 a oggi viene dalle idee che sono nate lì, da quel fare silenzioso. Lì dentro mi sono messa in discussione, mi sono messa in gioco anche nel senso ludico del termine. Mi sono allenata, ho sperimentato, mi sono evoluta, ho incontrato persone bellissime e anche nuove collaborazioni professionali. E il percorso è appena iniziato, mi dico ogni giorno.

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[progetti] Parole per ricominciare

Conosco il progetto C+B da parecchi anni, e sono grata per avervi incontrato donne magnifiche.

Nel tempo, nei tanti articoli pubblicati, ho trovato spunti e risposte eccellenti ai miei piccoli e grandi dubbi sull’intreccio di temi che ruotano intorno al lavoro da professionista, in moltissime sfaccettature: dalla crescita personale alle materie fiscali, dalle indicazioni pratiche sulla Seo all’uso dei social.

Dopo essere stata lettrice di C+B per un bel po’, da circa un anno sono diventata autrice e, da gennaio, faccio parte dello staff editoriale: sono fiduciosa nell’intraprendere un nuovo sentiero condiviso e collaborativo, che possa essere utile a chi cerca strumenti per vivere sempre meglio la propria attività e la propria identità professionale.

Ringrazio la capitana Francesca Marano e Daniela Scapoli sia per lo splendido lavoro fatto sino ad ora (e per tutto ciò che continueranno a fare) sia per la fiducia nel passare le consegne al nuovo staff.

Andiamo?

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[link] Parole che rispondono alle domande

Parliamo di Seo: come mettere d’accordo uomo e macchina?

Creare contenuti testuali adatti per la Seo significa costruire i sentieri che porteranno il nostro futuro interlocutore da noi.

E quindi: come possiamo trovare le parole importanti per la nostra comunicazione?

Ne ho scritto su C+B:

Ecco l’indice dei passaggi principali per far emergere le parole chiave:

• scriviamo le domande dei nostri clienti
• prepariamo elenchi e questionari
• stendiamo un primo elenco di parole chiave
• esempio: creiamo la mappa di parole per un prodotto fisico
• incrociamo tutti i passaggi precedenti

C+B, la casa + bottega delle imprenditrici creative italiane

Ne parliamo insieme?

Ti aspetto qui sotto nei commenti.

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[link] Parole da esplorare

Sono ospite di Cristina Dal Farra, a cui sono grata perché mi ha proposto una bellissima intervista.

Ecco alcuni concetti ai quali riconosco una importanza essenziale:

Alla base di tutto sta una scrittura chiara, diretta, comprensibile: questa impostazione è generata da un grande rispetto per il nostro interlocutore, in particolare per il tempo che sta spendendo nella lettura del nostro contenuto e che deve sfociare in una risposta alle sue reali esigenze.

In abbinamento a una scrittura lineare riprendo il concetto di personale, vale a dire per un contenuto rivolto ad ogni nostro interlocutore.

Non si tratta di una etichetta o di un elemento di facciata, ma di un approccio umano reale che richiede molto impegno e perseveranza.

Ci spostiamo quindi sul piano delle relazioni, capace, se gestito in modo consapevole e trasparente, di unire sempre più la dimensione online e quella offline, tra le quali non deve percepirsi alcuno scarto. 

Grazie Cristina per avermi regalato una preziosa occasione di approfondimento sul mio percorso.