Il 2020 doveva essere l’anno della svolta. Desideravo finisse la maternità permanente, come la chiamo sorridendo. Però, mi sembra più l’anno del tranquillo capovolgimento di ogni cosa. Cercavo un anno intenso di formazione e studio accanto al lavoro. Non conoscevo il potere dei desideri più veri e profondi, ne mantengo un certo timore. Cercavo nuove domande, stanno arrivando. Voglio tenere bene aperto, prima di ogni cosa, il cuore. La storia è tornata all’inizio, ogni giorno può nascere qualcosa di nuovo. La mia maternità permanente sembra continuare grazie a covid, ma finalmente so questo: sono una mamma che, con lo sguardo rivolto all’essenziale, sta diventando grande.
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Cristina Dal Farra si racconta così, nel suo sito: «La parola che meglio mi descrive è “sognatrice” e questo già lo sapete se avete ascoltato il mio podcast. Siccome però di sogni non si campa dirò che per sopravvivere faccio la farmacista, ma per continuare a sognare ho fatto e faccio altre cose». Cristina pratica il teatro, la lettura a voce alta ed è una attiva podcaster con progetti sia personali sia collaborativi. Ora ti auguro buona lettura e ti lascio il link alla scorsa puntata.
Quando ero adolescente il mio mito era Jo del romanzo Piccole Donne.
A quell’epoca consolavo la mia tristezza scrivendo poesie e la scrittura mi è di nuovo venuta in soccorso durante la mia giovinezza.
Non ho mai avuto un’amica “del cuore” e spesso, nei momenti più difficili della mia vita, la lettura e la scrittura mi sono state di conforto e ancore di salvezza.
Ogni volta che mi accingevo a mettere su un foglio bianco quelle che un tempo ho definito “lacrime d’inchiostro”, automaticamente tutto mi appariva più chiaro e si placavano tutti i miei singhiozzi.
Non sono mai stata una chiacchierona ma in qualche modo i miei silenzi volevano trovare un modo per esprimersi, perché non si può non comunicare, e anche i più timidi e riservati come me sentono il grande bisogno di far sentire la propria voce.
L’ho capito quando per la prima volta a ventotto anni ho scoperto il piacere di fare teatro. È stato come se le parole, che per tanto tempo avevo confidato solo al mio foglio di carta, magicamente avessero preso una forma fuori di me e avessero trovato il modo di farsi sentire, di urlare, addirittura. E non avevano solo una voce queste parole ma anche un corpo.
A quel punto il teatro divenne per me quello che era stata la scrittura tempo prima: terapia.
Recentemente ho messo insieme queste due arti creando un podcast, e cioè un contenuto audio on demand, dove racconto una tappa della mia di vita attraverso riflessioni e suggestioni scritte.
La scrittura terapeutica è diventata così una forma di scrittura narrata ad alta voce attraverso il linguaggio del teatro.
Ma com’è il linguaggio del teatro?
È un linguaggio nato per essere detto, pronunciato ad alta voce.
Io direi che si tratta di una scrittura plastica capace di dare forma alle emozioni.
Sintesi ed immediatezza sono le sue caratteristiche.
Un linguaggio più vicino alla poesia che alla prosa.
Nel teatro, così come nella musica sono molto importanti i silenzi.
Nel mio podcast i silenzi pieni del teatro sono affidati alla musica e alle suggestioni sonore, che diventano parte integrante della scrittura.
Il teatro che si fa su un palcoscenico possiede il gesto, lo spazio scenico, il corpo e parola per esprimersi. Nel caso di un audiodramma, come quello che mi propongo di creare nel mio podcast, la voce è l’unico strumento, insieme al suono e alla musica, di cui dispongo. Per questo motivo ho imparato a scoprire le potenzialità che questa racchiude.
Usare un registro più o meno acuto, un’intonazione piuttosto che un’altra può fare la differenza e, in alcuni casi, introdurre un silenzio teatrale.
Ogni parola scritta acquista così la sua voce e i suoi silenzi, che sarà l’ascoltatore a riempire con la sua immaginazione.
Voce, suono, musica e silenzio diventano parte integrante di una scrittura fatta per essere detta e ascoltata.
Grazie a Cristina Dal Farra per aver accolto l’invito ad essere mia ospite. Se desideri approfondire i contenuti dell’articolo ti aspetto nei commenti.
[link] Parole e caffè
Simona Fiore mi ha proposto una intervista semi-seria sul luogo comune che unisce il blogger al suo amato caffè.
Tocca proprio a me sfatare il mito del blogger con la tazza di caffè sempre vicina? Sono già fuori dai giochi: non mi faccio quasi mai selfie, non bevo caffè come abitudine e, come risultato finale, non ho neanche un selfie con la tazzina di caffè. E allora cosa ci faccio qui? Che specie di blogger sono?
E se, sfatato il connubio blogger-caffè, smontassimo anche lo stereotipo del blogger?
Paola Fontana è consulente nel settore nel settore del benessere e della bellezza, e si descrive così: «Il mio nome deriva dal latino e significa “piccola donna”, e così mi sento: una piccola donna che cresce! E piccoli sono i contributi che vorrei dare alle persone e all’ambiente […]. Amo la natura, sono affascinata dal potere e dai benefici delle piante sulla nostra salute». Aggiungerei altre passioni e talenti importanti: Paola ama la creatività, è appassionata di fotografia, pratica il disegno ed è una brava illustratrice (ho visto cose!). Che altro dire? Ora ti lascio alle sue parole. Qui trovi la puntata precedente.
Come uso la scrittura nella mia vita quotidiana?
In passato scrivevo un diario. Mettevo su carta pensieri ed emozioni. Era uno sfogo e conforto, e anche uno scavo nelle profondità del mio animo.
Tuttora continuo a scrivere a penna su un quaderno. Scrivo principalmente per fornire a me stessa una guida.
Stendo appunti sparsi che servono a fissare le idee.
Questi appunti sono sintesi e parole chiave prese da libri cartacei e testi letti online. Mi sono utili per raccogliere nozioni nuove e importanti per la mia crescita personale e professionale.
Uso anche le liste di cose da fare, per non perdere di vista gli obiettivi che ho fissato a priori (sempre nero su bianco).
Ulteriore strumento che uso nella mia scrittura sono le mappe mentali, esse sono una vera e propria “cartina” o “bussola” per non perdere di vista la direzione da prendere e per avere una visione organizzata del mio nuovo progetto.
Scrivo anche testi per pubblicizzare i prodotti e servizi che vendo: scrivo per persuadere il lettore e comunicargli in forma accattivante le mie soluzioni ai suoi problemi.
Questi testi sono accompagnati da immagini da me realizzate mescolando disegni fatti a mano con grafica eseguita attraverso strumenti digitali.
È mio intento scrivere anche, nel mio nascente blog, piccoli testi che vogliono essere un trasmettere mie riflessioni ed esperienze, nella speranza che siano utili a qualcuno.
In estrema sintesi, scrivere per me ha un duplice aspetto: riordinare idee a mio uso personale, o trasmettere idee e riflessioni ad altri, per loro utilità.
Ringrazio Paola Fontana per essere stata mia ospite. Se vuoi approfondire o lasciare la tua riflessione scrivimi nei commenti.
Conosco il progetto C+B da parecchi anni, e sono grata per avervi incontrato donne magnifiche.
Nel tempo, nei tanti articoli pubblicati, ho trovato spunti e risposte eccellenti ai miei piccoli e grandi dubbi sull’intreccio di temi che ruotano intorno al lavoro da professionista, in moltissime sfaccettature: dalla crescita personale alle materie fiscali, dalle indicazioni pratiche sulla Seo all’uso dei social.
Ringrazio la capitana Francesca Marano e Daniela Scapoli sia per lo splendido lavoro fatto sino ad ora (e per tutto ciò che continueranno a fare) sia per la fiducia nel passare le consegne al nuovo staff.
Andiamo?
[link] Parole da esplorare
Sono ospite di Cristina Dal Farra, a cui sono grata perché mi ha proposto una bellissima intervista.
Ecco alcuni concetti ai quali riconosco una importanza essenziale:
Grazie Cristina per avermi regalato una preziosa occasione di approfondimento sul mio percorso.
[link] Parole e magie
Debora Montoli: è lei che fa magie, non io.
Ci sono alcune persone che hanno la capacità di creare delle vere magie con le parole 🧚🏻♀️ e Federica fa parte di questa categoria. Quando scrive, riesce ad abbinare questa sua competenza a una sintesi perfetta che le invidio.
Debora mi ha riservato uno spazio prezioso nel suo canale Telegram A Lume di Fare, illuminante non solo a parole, ma nella concretezza di ogni singolo contenuto condiviso.
Tra le tante informazioni utili, presenti nella sua nota vocale, ti segnalo l’importanza di saper gestire le idee in ogni momento della vita. Federica ha delle abitudini molto efficaci e usa strumenti all’apparenza semplici ma con un ottimo metodo.
Grazie ancora Debora per avermi ospitata, e per avere permesso di sperimentarmi attraverso l’uso della mia voce.
«Pensiamo alla scrittura come a un allenamento che rafforza un muscolo importante, quello della comunicazione con le persone interessate al nostro lavoro».
Sono felice di condividere il nuovo articolo che ho scritto per C+B, ecco il sommario per avere una prima idea dei contenuti:
• smontare da subito il blocco dello scrittore
• scrivere: prima, durante e dopo
• creare una mappa di chi siamo per orientarci nella scrittura
• essere noi stessi, con equilibrio
• custodire il privato
• condividere ciò che è personale
• organizzare l’attività per concentrarci e dare spazio al nostro racconto
• lavorare per blocchi tematici
• partire da una parola per ogni contenuto
• pensare alle domande e alle richieste dei clienti
• rimanere allenati, per scrivere con meno fatica
• scrivere in modo consapevole.
Buona scrittura!
Leggi l’articolo completo: Come trovare le idee per scrivere?
Da oggi, nel mio blog lascio spazio anche a ospiti scelti che lavorano con la scrittura e la utilizzano come strumento principale oppure trasversale. Nel caso di Samantha Rocca, autrice dell’articolo che segue, la scrittura è protagonista della sua attività professionale – collegata al design e a molto altro, come potrai apprendere dal suo racconto – e del progetto Mamibum, capace di portare uno sguardo nuovo e fresco sul mondo delle mamme. Ma ora lascio la parola a Samantha, che ci parla di sé con il sorriso. Buona lettura! Federica
Un giorno mi diedero una penna, ed io iniziai a volare.
Così è come mi sento quando inizio a scrivere, fluttuando in una nuvola colorata di pensieri, al di sopra di ogni preoccupazione e lontana da ogni meccanismo ingrigito della nostra società.
Solo lì, al di là delle nuvole, proprio dove volano gli aerei, trovo la pace ed ogni ispirazione. Per questo forse amo viaggiare.
Mi chiamo Samantha, per quasi tutti Sami, per gli amici dominicani “La italiana loca” e per le seguaci della mia pagina web “Mamibum”. Sono simpatica, carina e attiva. Assumetemi 🙂 Scherzo. Aggiungo, sono anche ironica, credo sportiva e mi reputo un’appassionata scrittrice.
Vengo dal mondo delle favole o dal mondo delle frivole come preferite.
C’è chi la ama e chi la odia, parlo di lei… della Moda!
Non sono gli abiti ad avermi colpito, ma tutto quello che hanno dentro, dietro ed attorno.
Parlo del linguaggio silenzioso dell’abbigliamento. Perché gli abiti parlano, scrivono, e raccontano storie. Noi indossatori queste storie le personalizziamo, le stravolgiamo e a volte le riscriviamo. O le cancelliamo del tutto.
Mi diverte interpretare i linguaggi della strada, i segnali della società, e i messaggi delle pubblicità. Spesso scrivo le mie riflessioni e le condivido con amici e addetti ai lavori.
Così negli anni mi sono appassionata ai media, alla comunicazione verbale e non, alla sociologia e alle basi della psicologia. Passando per la PNL e la filosofia, convertendomi così in attenta osservatrice alla ricerca di nuovi Trend.
Tutto quello che è Linguaggio mi appassiona, tanto che dalle parole, sono passata a studiare le lingue straniere, per poi approdare ai linguaggi dei computer, l’html e molti altri.
Oggi mi occupo di Comunicazione Strategica, Ricerca Tendenze per il design, Grafica e Sviluppo web. Il mio mestiere potrebbe sembrare per lo più Visual, creazione di moodboard, presentazioni, campagne, loghi, siti internet… Ma vi assicuro non è così.
Le parole e la scrittura diventano essenziali per la buona riuscita di un qualsiasi progetto creativo!
Sappiamo bene che la sintesi è il dono dei bravi comunicatori, il super potere che porta all’effetto WOW e alla buona riuscita dell’acquisto – se la pensiamo in ottica pubblicitaria. Proprio per questo, tutto quello che è testo, quello che è il copy – utilizzando il linguaggio moderno, risulta essere di fondamentale importanza.
A questi livelli, quando si tratta di progettare o ridisegnare una strategia, le fortunate parole elette devono avere una forza incredibile.
Devono gridare ed essere chiassose in questo marasma del mercato odierno. Oppure essere del tutto silenziose… e contro tendenza.
Proprio per questo ho dato vita a “Wild Wild Word”, un progetto dedicato al “selvaggio” mondo delle parole. Un glossario di tendenza per esperti comunicatori e curiosi.
La scrittura è per me uno strumento potentissimo. Lavoro spesso con Key Words e concetti brevi, che il più delle volte mi vengono richieste a cornice dei progetti.
A volte addirittura, le parole me le invento. Creo dei neologismi curiosi per rendere il concetto ancora più immediato, rispetto all’utilizzare parole che conosciamo.
E quanto adoro le onomatopeiche, totalmente sottovalutate! Per non parlare poi dei giochi di parole. Ho un rapporto giocoso con la scrittura! Lo ammetto, volevo iniziare questo testo con “ABCiao a tutti…“ ma mi è sembrato un po’ troppo infantile ed ho optato per una frase a effetto. Vedete… le apparenze! Quanto ingannano.
Le parole, come i vestiti… nascondono qualche verità e dicono alcune bugie. O al contrario, sta a noi interpretarle!
Scrivere il più delle volte mi diverte molto, mi piace condividere quello che penso e raccontare le mie storie ad altri. Forse perché in persona spesso sono più riservata hehe.
Per esempio, parlo di me e della mia famiglia in una pagina web che gestisco… potete leggermi su mamibum.com e scoprirete che lì scrivere non è un lavoro, ma è più che altro un divertimento, uno storytelling che mi intrattiene molto.
Altre volte scrivere mi aiuta. Diventa la “pillola del buon umore”, che mi permette di sfogarmi e di lasciare sul foglio quello che non voglio portarmi dentro. Mi alleggerisco di qualche grammo e lascio spazio solo alle cose belle – e alle frivolezze, ovvio!
Nella mia vita ho scritto di tutto, lettere d’amore, lettere di scuse, lettere d’addio, lettere d’accompagnamento ai cv – che incubo oddiooo! Così come ho scritto racconti, storie vere, storie finte, e riflessioni profonde in momenti pindarici.
Scrivere, come nuotare, come fare yoga… lo interpreto come una forma di disciplina, serve spesso a riordinare le idee, e a sgarbugliare temi complessi.
Si tratta di un’attività che consiglio a tutti, come camminare e leggere. Altrettanto utili allo spirito.
Ho sempre detto che un giorno scriverò un libro, penso di non essere la sola. Ho conosciuto già almeno una decina di persone che hanno avuto la stessa idea. Che originali eh.
Forse quindi il desiderio di urlare le proprie parole al mondo, è il desiderio di tutti?
Io penso di sì, per questo ho capito di non aver più bisogno di un libro. Mi accontento di condividere i miei pensieri con le persone a me care, amici e colleghi 🙂
C’è una frase molto bella che vorrei condividere con voi.
Vi darà l’energia giusta!
“Do not try to be original, just try to be good”, Paul Rand.
Trovo che questo concetto sia magnifico. Adesso potete smettere di sbadigliare, ho finito 😉
Vi abbraccio!
Samantha Rocca
Grazie ancora a Samantha Rocca per il suo contributo. Ti consiglio di passare a trovarla nei suoi progetti web e di seguirla per conoscerla sempre meglio. Al prossimo post!
Anche i copywriter hanno un’agenda.
Nel caso specifico, ho un’agenda cartacea giornaliera.
Da quest’anno.
Sì, perché fino all’anno scorso usavo un’agenda, sempre cartacea, ma settimanale.
Fino all’anno scorso ero una mamma lavoratrice che doveva, oltre che sui singoli giorni, avere la visione sulla settimana per non perdere il filo tra tutte le cose, agite e scritte.
Da quest’anno sono ancora una mamma lavoratrice, che però deve avere la visione sugli obiettivi di ogni giorno.
Per focalizzarmi sempre meglio e imparare a crescere attraverso il fare, nel rispetto delle scadenze che mi stabilisco.
Un cambiamento poco significativo?
No, perché i piccoli cambiamenti consapevoli, tutti insieme, fanno la differenza.
Una grandissima differenza.
Non si tratta di avere i superpoteri: si tratta di suddividere le situazioni complesse in microsituazioni.
E ho in cantiere un vasto orizzonte di microcambiamenti consapevoli.
Uno ogni giorno.
Ho un orizzonte di nuovi microinizi, dentro un percorso lungo che ha la durata di una vita intera.
La mia.