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Radici Visioni

Parole e arte

Che cosa ci direbbe oggi, ai tempi del selfie, il Narciso attribuito a Caravaggio?

Scrive Caravaggio:

Prendo in prestito dei corpi e degli oggetti, li dipingo per ricordare a me stesso la magia dell’equilibrio che regola l’universo tutto. In questa magia l’anima mia risuona dell’Unico Suono che mi riporta a Dio.

Ho incontrato questo dipinto in varie mostre diversi anni fa, e mi sembra di avere iniziato un dialogo con l’opera, mai concluso.

Protagonista è il corpo, il corpo come luogo di una storia di dolore, moltiplicata dal riflesso nell’acqua che restituisce una immagine destinata a cambiare.

Di me ho pochissimi selfie, non amo farli come abitudine e mi interrogo, senza alcun giudizio, quando ne vedo tanti di altre persone.

In compenso, ho molte domande.

Che cosa ci spinge, oggi, a mostrare la nostra immagine? Che cosa ci accade quando ci guardiamo in un nostro selfie? In che cosa abbiamo bisogno di rispecchiarci, per riconoscerci? Che cosa ci dice Narciso, oggi?

A cura di SegniSogniDisegni in collaborazione con IspirArte, qui.

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Prospettive Visioni

Parole e sguardi

La normalità.

Dubito che tornerà tutto come prima.

Vorrei che la normalità fosse accorgerci davvero di tutto ciò che ci sta intorno, con occhi nuovi.

Ma lo sguardo nuovo, quello che vorrei avere quando la tensione si sarà allentata, sta già nascendo adesso.

Quindi vorrei essere capace di mantenere questo sguardo fatto di essenzialità, cura, semplicità, amore per ciò che ci è dato e che ci può largamente bastare.

Mi bastano il mio paesaggio verde per camminare, il cielo e le nuvole da osservare, il vento leggero tra gli alberi da ascoltare, i miei cari da guardare negli occhi e coccolare.

Scritto per 1 Testo al Giorno 🍏

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Visioni Radici

Parole brevi

Parole per giocare.

Feste
rimaste bambine
rovesciano il tempo
travolgendo parvenze di abitudine
fragorosamente.

Parole per ripartire.

Domani:
sei oscuro
e sei speranza
oggi, tra molti passi
incerti.

Parole madre.

Storie
passi scritti
intimi segni generativi
dove nascere, rinascere: io,
tu.

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Visioni

Parole e opposti

Nel tempo, più per il ripetersi delle esperienze (o meglio, più per il mio recidivo sbattere il naso nelle situazioni – ed è un naso che si direbbe importante, almeno per ingombro, d’altronde per un buon campanile ci vuole una buona campana, dice mio padre) e non per una presunta saggezza dovuta all’età (saggezza che – ormai ne sono certa – non ho, pur avendo un’età), mi sono resa conto che tendo a ragionare per opposti. Percorrendo poi tutte le sfumature intermedie. Siccome, ad esempio, tutti i miei progetti professionali non hanno mai avuto un costo standard (non lo hanno e non lo avranno, perché il valore economico dipende da proposta a proposta e da ampiezza e da articolazione, che valuto insieme al mio interlocutore volta per volta), proprio per questo mio approccio abituale a un certo punto ho sentito il bisogno di creare qualcosa di diverso, un pungolo, un micro-servizio che non solo fa della precisione e della puntualità di intervento i suoi elementi chiave, ma è subito quantificabile anche per quanto riguarda i costi. Si tratta di una proposta agile, potente e anche un po’ ribelle, che ha caratteristiche ben specifiche ma non ama essere classificata. Si trova qui.

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Radici

Parole attraverso

CUORTECCIA.

Soglia, tra fuori e dentro. Spiraglio, fra terra e cielo. Soffio, che dal tuo centro attraversa ogni corazza, e in mezzo al buio la trapunge.

Il progetto Invenzionario continua su Telegram.

Nei commenti qui sotto ti invito a descrivere il tuo albero preferito.

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Prospettive

Parole per farci leggere

«In questi mesi particolari, in cui la dimensione online sostituisce la maggior parte delle volte il contatto offline, cresce nel nostro interlocutore il bisogno di una comunicazione sempre più efficace, chiara, diretta».

«Ma la riflessione vale anche, in prospettiva, come orientamento generale sempre più valido per situazioni non collegate alla quarantena che stiamo vivendo».

«La comunicazione deve portare subito il nostro lettore al suo punto di interesse».

Quando scriviamo, valorizziamo al massimo il tempo del nostro lettore?

In tre punti:

• quali problemi risolviamo?

• siamo nei panni del nostro lettore?

• parliamo del nostro lettore?

Ne ho scritto su C+B.

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Prospettive

Parole in diretta

NuoviConTesti LAB è un gruppo-laboratorio, l’ho aperto per allenare io per prima la mia scrittura e imparare ogni giorno qualcosa di nuovo.

La scrittura è ovunque, e serve ovunque.

Tutti scriviamo, ogni giorno, per motivi professionali e personali.

Proviamo a scrivere per comunicare sempre meglio?

Alleniamo la nostra scrittura giocando, nel gruppo Facebook NuoviConTesti LAB.

📌 OGGI 17.4 📌

Fino alle 19 ➡️ partecipa all’esercizio-gioco nel post fissato in alto.

Dalle 19 alle 20 ➡️ leggo e commento in diretta.

Le mie dirette sono registrate e rimangono disponibili all’interno del gruppo Facebook NuoviConTesti LAB.

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Prospettive Radici

Parole tra me e me, e un micro-servizio per te

– Cosa combini?
– Penso.
– Sarà meglio se pensi, e poi fai.
– Eh, strano momento.
– Perché?
– Ho poco tempo.
– Ok, procedi.
– Faticoso.
– E poi?
– Lavoro di più.
– Sì, con i figli per casa.
– Ammetto sia acrobatico.
– Tutto qui?
– Ancora una cosa.
– Sentiamo.
– Ho pensato di riproporre un micro-servizio utile.
– Ma ce la fai?
– È importante, si chiama 1 ora per te.
– Per me?
– Sì. Ma vale più di un’ora.
– Non cincischiare e dimmi.
– In un’ora ti aiuto a dare una nuova prospettiva alla tua comunicazione, per ripartire con molta concretezza già durante questo periodo particolare.
– Ok, non ci crede nessuno.
– Mandami un tuo testo e vedrai.
– Ma come funziona?
– Vediamo insieme la tua presentazione su LinkedIn, la tua pagina web, il tuo curriculum, oppure altri contenuti che hai bisogno di rivedere in modo agile ma approfondito. Ne uscirà un modo nuovo, che sentirai tuo, per riscriverli e per comunicare.
– E poi?
– Hai strumenti da utilizzare in autonomia anche in futuro.
– E questo in una sola ora?
– Sì. Ti serve anche per sperimentare il mio approccio.
– Funziona?
– Se hai buona volontà e costanza, sono certa di sì.
– E quanto costa?
– Non tanto e meno del solito, per aprile.
– Dove lo trovo?
– Qui.

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Radici

Parole di pane

Da tanti anni non preparavo il pane in casa.

Non l’ho mai fatto neanche in questo 2020 di quarantena.

Oggi è stato il giorno: abbiamo sfornato qualche pagnotta che ci ha scaldato mani e cuore.

Il momento più bello è il primo impasto, premessa e promessa per la lievitazione.

Nel primo pomeriggio predispongo mezzo pentolino d’acqua tiepida con un pizzico di zucchero di canna.

Amo quella piccola percezione di calore attraverso il metallo sottile.

Non ho ancora il lievito madre e al suo posto sciolgo lievito di birra, che forma una schiuma densa in cui il piccolo di casa infila naso e dito.

In una ciotola verso metà farina di semola, granulosa e ruvida, e metà farina tipo zero, liscia e soffice. Un filo d’olio attraversa come un intarsio levigato la miscela di farine.

Dalla ciotola al piano di lavoro il passo è breve.

La pasta si lavora bene, è elastica, leggera e vellutata se ho indovinato la quantità d’acqua.

Penso che l’impasto è carezzevole come le guance dei miei piccoli.

Circondata da mani curiose arrotondo l’impasto e ripongo la palla nella ciotola come fosse la sua culla, per farla crescere alcune ore.

Prima di lasciarla a riposare, i miei aiutanti insistono per accarezzarla.

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Prospettive Visioni

Parole nuove

Vorrei un mondo
in cui le parole
sono leggere
e profonde,
trasparenti
e avvolgenti
come un abbraccio.

Vorrei un mondo
in cui si ascolta
prima di parlare.

Vorrei un mondo
che si rende conto
della meraviglia
e della fragilità
di un respiro.