Categorie
Visioni

Parole da vedere

Vedere. Spesso me ne accorgo dopo aver parlato, scritto, pensato. Le mie parole sono ricche di riferimenti visivi anche se, razionalmente, cerco di utilizzare e valorizzare tuti i sensi. Per me un volto si illumina, uno sguardo abbaglia, un cuore splende, una mente brilla. Oh, ma allora è proprio vero, guarda che cosa ho scritto.

E tu, hai un senso preferito?

Categorie
Radici Visioni

Parole della motivazione più grande del mondo

Ho in testa una cosa che a me sembra semplice ma è difficile da scrivere, forse perché prima di tutto sento di doverla dire a me stessa.

A volte socchiudo gli occhi e intravedo, nel mio approccio adulto alla vita personale e professionale, un aspetto per cui sono grata: la traccia dell’essere stata bambina, una bambina fortunata.

Intravedo nel mio passato di bambina, e mai sopite, una pervicacia genuina, una determinazione appassionata, una sicurezza pacata – parecchio cocciuta, se non si fosse capito – nel voler fare le cose.

Ai tempi del mio essere bambina non mi applicavo allo scrivere, è un amore che avrei scoperto molto dopo, ma vivevo decisa nel fare le cose per me normali: assemblare fogli e disegni in finti-veri libri, preparare intrugli di erbe e semi per nutrire i poveri fiori del giardino, costruire invenzioni belle e inutili fatte di oggetti ritrovati.

Con gli occhi di oggi intravedo la stessa forza innata – potrei dire imperativa – nei miei figli e nei tanti bambini incontrati: piccoli maestri, cuochi, muratori, attori, librai, sportivi, veterinari, tutti a giocare con i mestieri più diversi e così profondamente, teneramente, potentemente inseriti nel loro ruolo, pervasi e illuminati dalla motivazione più grande del mondo.

Dopo essere stata bambina, per un po’ di anni c’è stata luce intermittente tendente al buio, seguita da una luce più stabile una volta intrapresa la mia strada.

E se provassimo a ritrovare in modo sempre più consapevole l’energia convinta, sia pure istintiva, che avevamo da bambini, una energia aperta alla sperimentazione, al fallimento, al continuo rialzarci dalle cadute?

E se provassimo ad alimentare ogni giorno questa luce, che a volte gioca a nascondino, anche nel nostro agire da adulti?

Beh, non so se si capisce ma l’ho detta, anzi l’ho scritta, e prima di tutto la ricordo a me stessa.

Che cosa è importante, oggi, del tuo passato di bambina, di bambino?

Categorie
Visioni

Parole e ispirazione

Conversando in uno dei progetti in cui si articola la community NuoviConTesti, è emerso un bel dibattito sul concetto di ispirazione e ne è nata una mia riflessione: la aggiusto un poco, lasciandola quasi intatta, e la condivido qui.

A furia di parlare di ispirazione se ne è perso il senso. La verità è che l’ispirazione esiste, ed è nella vita: da cosa nasce cosa. Poi capita che si realizzi effettivamente ciò che abbiamo immaginate grazie all’ispirazione. E capita che non si faccia nulla, che il tutto rimanga nella testa. Fare – in particolare per la prima volta – comporta molto lavoro, nel senso che è una gran fatica rompere il guscio all’inizio, compiere il primo passo, mettersi in gioco capendo che non abbiamo infinite strade a disposizione, ma ne abbiamo una, la nostra strada, che comporta decisioni, scelte, cambiamento, crescita, evoluzione, rinuncia ad altro. Poi, dopo la fatica di essere usciti dal guscio, non è finita: bisogna mantenere il passo, più o meno lento o veloce, rallentare ma senza fermarsi. Questo, per la mia piccola esperienza, è tra i cammini più difficili e soddisfacenti in assoluto.

Ispirazione: che cosa è, per te?

Categorie
Visioni

Parole verdi

Tino guarda alla finestra, che è molto grande e lascia entrare tanta luce. Fuori è tutto verde: le colline, gli alberi del giardino, gli occhi del gatto che gira intorno a casa. Tino si chiede perché non può uscire: gli mancano la scuola, gli amici, le passeggiate. In realtà non si lamenta mai, però ogni tanto fa una domanda: perché non vado più a scuola? Immerso nella luce riprende a giocare, a cercare abbracci, a inventare nuovi circuiti per rincorrerci. La sua energia mi lascia respirare. E la vita continua, più verde che mai.

Scritto un giorno per 1 Testo al Giorno 🍏

Di che colore sei, oggi?

Categorie
Visioni

Parole e uomini

Temo più le risposte rispetto alle domande. Temo le risposte che sanno di immobilità, che non si aprono alla curiosità, al cambiamento, all’evoluzione: mi sembrano inumane. Le domande mi aiutano a crescere quando non sono un blocco per le azioni, quando continuo a fare un passo dopo l’altro.

  • Dove sei?
  • Che cosa ti fa uomo?
  • Dove vai?

Ho poche risposte e molte domande, ne ho scritte alcune per il progetto SHIRITORI, qui.

Categorie
Radici Visioni

Parole e arte

Che cosa ci direbbe oggi, ai tempi del selfie, il Narciso attribuito a Caravaggio?

Scrive Caravaggio:

Prendo in prestito dei corpi e degli oggetti, li dipingo per ricordare a me stesso la magia dell’equilibrio che regola l’universo tutto. In questa magia l’anima mia risuona dell’Unico Suono che mi riporta a Dio.

Ho incontrato questo dipinto in varie mostre diversi anni fa, e mi sembra di avere iniziato un dialogo con l’opera, mai concluso.

Protagonista è il corpo, il corpo come luogo di una storia di dolore, moltiplicata dal riflesso nell’acqua che restituisce una immagine destinata a cambiare.

Di me ho pochissimi selfie, non amo farli come abitudine e mi interrogo, senza alcun giudizio, quando ne vedo tanti di altre persone.

In compenso, ho molte domande.

Che cosa ci spinge, oggi, a mostrare la nostra immagine? Che cosa ci accade quando ci guardiamo in un nostro selfie? In che cosa abbiamo bisogno di rispecchiarci, per riconoscerci? Che cosa ci dice Narciso, oggi?

A cura di SegniSogniDisegni in collaborazione con IspirArte, qui.

Categorie
Prospettive Visioni

Parole e sguardi

La normalità.

Dubito che tornerà tutto come prima.

Vorrei che la normalità fosse accorgerci davvero di tutto ciò che ci sta intorno, con occhi nuovi.

Ma lo sguardo nuovo, quello che vorrei avere quando la tensione si sarà allentata, sta già nascendo adesso.

Quindi vorrei essere capace di mantenere questo sguardo fatto di essenzialità, cura, semplicità, amore per ciò che ci è dato e che ci può largamente bastare.

Mi bastano il mio paesaggio verde per camminare, il cielo e le nuvole da osservare, il vento leggero tra gli alberi da ascoltare, i miei cari da guardare negli occhi e coccolare.

Scritto per 1 Testo al Giorno 🍏

Categorie
Visioni Radici

Parole brevi

Parole per giocare.

Feste
rimaste bambine
rovesciano il tempo
travolgendo parvenze di abitudine
fragorosamente.

Parole per ripartire.

Domani:
sei oscuro
e sei speranza
oggi, tra molti passi
incerti.

Parole madre.

Storie
passi scritti
intimi segni generativi
dove nascere, rinascere: io,
tu.

Categorie
Visioni

Parole e opposti

Nel tempo, più per il ripetersi delle esperienze (o meglio, più per il mio recidivo sbattere il naso nelle situazioni – ed è un naso che si direbbe importante, almeno per ingombro, d’altronde per un buon campanile ci vuole una buona campana, dice mio padre) e non per una presunta saggezza dovuta all’età (saggezza che – ormai ne sono certa – non ho, pur avendo un’età), mi sono resa conto che tendo a ragionare per opposti. Percorrendo poi tutte le sfumature intermedie. Siccome, ad esempio, tutti i miei progetti professionali non hanno mai avuto un costo standard (non lo hanno e non lo avranno, perché il valore economico dipende da proposta a proposta e da ampiezza e da articolazione, che valuto insieme al mio interlocutore volta per volta), proprio per questo mio approccio abituale a un certo punto ho sentito il bisogno di creare qualcosa di diverso, un pungolo, un micro-servizio che non solo fa della precisione e della puntualità di intervento i suoi elementi chiave, ma è subito quantificabile anche per quanto riguarda i costi. Si tratta di una proposta agile, potente e anche un po’ ribelle, che ha caratteristiche ben specifiche ma non ama essere classificata. Si trova qui.

Categorie
Prospettive Visioni

Parole nuove

Vorrei un mondo
in cui le parole
sono leggere
e profonde,
trasparenti
e avvolgenti
come un abbraccio.

Vorrei un mondo
in cui si ascolta
prima di parlare.

Vorrei un mondo
che si rende conto
della meraviglia
e della fragilità
di un respiro.